Squattrinata e appena divorziata, Nina accetta un lavoro come finta matrigna per un boss della mafia, e la sua finta famiglia comincia a sembrare vera. Nina è stata umiliata, divorziata e lasciata con quasi nulla. Essendo orfana, non ha una famiglia su cui contare. Quando si candida per diventare la finta matrigna del boss mafioso Leon Marconi, ha ben poco da perdere. La sua prima vera prova è il figlio piccolo di lui, Gio. Nina conquista il bambino con un pupazzo di Spider-Man e, per un momento, il lavoro sembra esattamente il nuovo inizio di cui ha bisogno. Il mondo dei Marconi si regge su lealtà, potere e pericolo, e la loro casa non fa eccezione. Nina deve imparare in fretta le sue regole, tenendo nascoste le proprie ragioni. Ogni giorno sotto il tetto dei Marconi alza la posta in gioco. Più si avvicina a Gio, più le diventa difficile ricordare di essere stata assunta per recitare una parte. Leon non è mai lontano dal centro di tutto, e il confine tra datore di lavoro e qualcosa di più comincia a sfumare. Ogni piccolo momento tra loro pesa, anche quando nessuno dei due lo dice ad alta voce. Aspettatevi un romance mafioso con l'attrazione lenta di un finto matrimonio che si rifiuta di restare finto. Divorziata, ho sposato il mafioso bilancia crimine e tenerezza, così una tesa resa dei conti può lasciare il posto a una quieta scena della buonanotte in pochi secondi. Il dramma non permette mai a Nina di dimenticare il proprio passato, e non lascia mai che i Marconi dimentichino ciò che sono. Questo mix di calore e pericolo tiene viva la storia. Ogni nuova scena la avvicina a una scelta che non potrà tornare indietro, e su tutto incombe una domanda: quanto a lungo potrà reggere la finzione prima che qualcuno se ne accorga?